Atene, che classico il Museo bizantino

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Il  Byzantine and Christian Museum di Atene è un vero gioiello inserito all’interno di giardini curatissimi che rappresentano una meraviglia di colori d’inverno ed agognata frescura d’estate.

Il nuovissimo museo, la cui data d’apertura è avvenuta in due fasi tra il 2004 ed il 2010, è strutturato in modo da permettere anche alle persone con disabilità motoria o ipovedenti di poter godere delle sue bellezze. Ubicato a 15 minuti a piedi da piazza Syntagma (dove si svolge il celebre cambio della guardia) è comodamente servito dalla fermata Evangelismos della Metro 3; il costo del biglietto d’ingresso è attualmente di soli 4 euro.

All’interno del museo sono presenti delle esposizioni temporanee ed una mostra permanente dedicata appunto all’arte bizantina, una delle maggiori al mondo. Sono esposti infatti oltre 3000 reperti che secondo un criterio di originalità temporale portano il visitatore, attraverso tematiche differenti, dall’età classica fino alla presa di coscienza dell’unità ellenica ed il desiderio di indipendenza dai turchi dei primi dell’800.

Si parte quindi da reperti che datano dalla fondazione della nuova capitale dell’impero d’oriente, Costantinopoli, e ci portano attraverso i secoli fino alla conquista turca ed oltre, attraverso periodi di splendore o piuttosto della furia iconoclasta scatenatasi tra la fine del VII° e l’inizio del IX° secolo.

Il criterio di distribuzione del materiale è sia temporale che tematico, in un insieme altamente affascinante. Spettacolari sono le icone, di cui alcune veramente di grande pregio ed indiscusso fascino od alcuni mosaici ed affreschi qui riportati. Non mancano però oggetti di vita quotidiana, monete e gioielli antichi a fare da linea conduttrice fra le varie epoche.

L’arte bizantina è molto particolare, così differente rispetto a quella di cui siamo abituati ad ammirare in Italia: è anti-plasticità: si sviluppa spesso su sole due dimensioni, senza articolarsi nello spazio; è anti-naturalismo: si oppone alla rappresentazione realistica dei soggetti, umani che siano a meno; tende alla stilizzazione delle figure e soprattutto alla religiosità ed al soprannaturale, descrivendo le aspirazioni dell’uomo verso il divino.

Fra le altre opere di pregio, particolare risulta il mosaico icona della Vergine col Bambino, del 13° secolo: l’immagine è detta Glykophilousa (dolce bacio) in quanto le guance delle due figure si toccano e sembrano volersi baciare donando allo spettatore una sensazione di grande tenerezza, mentre al contempo la Madonna sembra volerlo invitare a proteggere il genere umano. Il mosaico proviene da Triglia in Bithynia, vicino Costantinopoli, ed è giunto ad Atene tramite profughi cristiani fuggiti dalle turbolenze dei primi anni ’20. Tra le icone presenti, molte delle quali veramente meravigliose, da rimarcare quelle dedicate all’Arcangelo Michele, a San Teodoro di Tiro che uccide anch’egli un drago e a San Nicola (che diventerà ai giorni nostri Santa Klaus, Babbo Natale).

Una volta terminata la visita, che per la piacevolezza dell’esposizione durerà meno del previsto, è possibile godere della parte esterna del museo. I giardini che lo circondano offrono infatti posti a sedere in mezzo a fontane, alberi da frutta ed erbe aromatiche: anche in inverno, grazie al clima della Grecia, è possibile vedere arance mature e lavanda in fiore; è inoltre possibile rifocillarsi bevendo un ottimo caffè nel nuovissimo bar ricco di tavoli all’aperto.

Testo di Paolo Ponga | Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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