Lo sguardo di Vivian Maier a Bologna

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Il 3 Marzo Palazzo Pallavicini, Bologna, ha inaugurato la mostra dedicata alla fotografa Vivian Maier. La storia di quest’artista e della sua produzione è davvero peculiare: originaria della Grande Mela, lavorò per 40 anni a Chicago come tata per diverse famiglie, ma mai professionalmente come fotografa, tanto che i suoi scatti sono rimasti per molto tempo sconosciuti. Lo scenario delle opere è la strada, i soggetti i particolari del quotidiano, molto spesso personaggi poco considerati all’epoca. La peculiarità della sua opera è anche nella grande quantità di autoscatti, mentre guarda fisso in camera oppure cattura solo la sua ombra, come a voler affermare la sua presenza sulla scena.

Vivian Maier coltivò la sua passione nelle giornate libere a Chicago, New York e Los Angeles, ma con viaggi anche al di fuori del continente, in Europa, Africa e Asia, anche se il suo metodo pare sempre il medesimo: scattare moltissime foto e conservarle senza mostrarle a nessuno. Il ritrovamento della sua opera avvenne nel 2007 per l’interesse del giovane John Maloof, che comprò un ad un’asta un box pieno di cianfrusaglie, fra cui molti rullini e negativi della Maier, mai sviluppati, e si mise sulle tracce di Maier, diventando il primo promotore della sua produzione. Le sue fotografie hanno fatto il giro del mondo ed ora sono arrivate anche a Bologna, con una mostra nata dall’accurata selezione della curatrice Anne Morin fra l’enorme mole di scatti.

La mostra è visitabile e Palazzo Pallavicini (Bologna) dal 3 Marzo al 27 Maggio 2018, dal giovedì alla domenica dalle 11 alle 20, anche durante le festività (1-2-25 Aprile, 1 Maggio). Il biglietto intero è di 13 euro, ma sono presenti diverse riduzioni per studenti e gruppi.

Testo di Costanza Bersani | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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