Friuli, nel Collio, degustando la terra di confine

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C’è un posto, un posto a metà tra l’Italia e la Slovenia, un lembo di terra ai margini del Friuli Venezia Giulia, all’estremo confine nord-orientale, da sempre dedito alla viticoltura. E’ il Collio, ‘Cuei’ in friulano, ‘Brda in sloveno. Qui il clima è dolce e temperato, sinuose colline offrono un viaggio inaspettato tra vigne, sapori, usi e costumi di una terra di confine. Un’area geografica che si estende tra il fiume Isonzo ed il suo affluente di destra, il fiume Iudrio, in provincia di Gorizia, delimitata a sud dalla pianura friulana e a nord dalle frazioni di Mernico (Dolegna del Collio), Cobaler e Lasizze (Canale d’Isonzo). Accogliente, intimo, rilassante, il Collio è innovazione e tipicità che si fondono, il tempo scorre tranquillo ma il ritmo del nuovo batte forte laddove vignaioli illuminati si proiettano verso il futuro grazie ad una continua ricerca ed investimenti nella filiera per produrre vino di grandissima qualità, che valorizza il territorio friulano e la cultura enologica locale. Le vigne sono coltivate su colline tra i 100 e i 350 metri d’altitudine.

L’ottima esposizione e le escursioni termiche tra il giorno e la notte creano le condizioni ideali per una perfetta maturazione delle uve caratterizzate da aromi intensi. La vera peculiarità del Collio è il sottosuolo, la famosa “ponca”. I terreni si distinguono per la presenza di flysch formato da profonde stratificazioni sedimentarie di arenarie e marne d’antica origine eocenica, generate dal sollevamento di fondali marini. Presentano quindi suoli drenanti e friabili, ricchi di minerali. L’area del Collio si estende su una superficie di circa 1.500 ettari vitati, all’interno di otto comuni della provincia goriziana: Capriva del Friuli, Cormòns, Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Gorizia, Mossa, San Floriano del Collio e San Lorenzo Isontino. Questa è zona di produzione di pregiati vini, fra i primi in Italia a cui è stata riconosciuta fin dal 1968 la Denominazione d’Origine Controllata. Dai colli di Oslavia sopra Gorizia a quelli di Ruttars, Lonzano e Vencò sulle sponde dello Judrio, che un tempo segnava il confine fra l’Italia e l’Austria, è un susseguirsi di ordinati vigneti scandite da piccoli borghi, ideale per rilassanti vacanze nel verde, anche grazie alle sue ottime infrastrutture agrituristiche. Terra di grandi bianchi, il Collio vede prevalere la produzione dei Pinot, del Tocai friulano, del Sauvignon e del rinomato Collio Bianco, uvaggio DOC. Fra i rossi primeggiano il Collio Rosso, i Cabernet, il Merlot.

Un vino nuovo, che si sta facendo particolarmente apprezzare perché è coinvolgente, delicato nell’aromaticità floreale e fruttato, poi solcata da una bella venatura agrumata e sfumature citrine è la Ribolla Gialla. Simile per certi aspetti al Prosecco si presenta leggero di corpo, al palato è fresco, equilibrato, con una buona acidità e una piacevole morbidezza. Ideale con antipasti e piatti a base di pesce, si sta affermando come prodotto di nicchia, è un vitigno autoctono friulano e un vino rinomato che si fa apprezzare sul mercato per l’alta qualità.

 Venica&Venica

Dal 1930 ad ora, nel segno di un armonioso ricambio generazionale, sono trascorsi più di 85 anni di passione, sacrifici e successi, in un rapporto sinergico tra l’affascinante Collio ed il continuo, incessante amore per la Terra, le vigne, le sue uve. Venica & Venica è un’azienda familiare con 40 ettari di vigneto tutti nella zona di produzione DOC Collio. I Venica sono vignaioli autoctoni che stimano e si impegnano a far esaltare le proprie tradizioni con continua ricerca ed innovazione e la loro filosofia di produzione è così sintetizzata: “L’evoluzione del mercato ci ha portato a produrre vini che devono avere una costanza qualitativa. I nostri vini vengono pensati, e tutta la filiera produttiva si deve allineare a questo concetto”. Per poter realizzare questo è stato necessario creare una squadra di persone formate tecnicamente, affiatate e creative, per interpretare al meglio il rapporto tra Uomo e Ambiente. L’eco-sostenibilità ambientale è il punto di partenza di un processo, che vede uniti produttori e consumatori e, che focalizza l’attenzione sull’unicità di ciascun vino come espressione della singola realtà produttiva. Impegnandoci per il mantenimento dell’integrità del terreno e tutelando la biodiversità diamo valore aggiunto alla nostra attività e diventiamo “sentinelle” del territorio. Inoltre il Wine Resort Venica&Venica offre n soggiorno esclusivo per riscoprire tradizioni e sapori perduti, per apprezzare un ambiente dal fascino sottile e multiforme, per conoscere più di due millenni di storia: da Aquileia romana a Cividale longobarda. Per regalarsi qualche giorno di serenità ed apprezzare i grandi vini del Collio nella loro culla d’origine. Si trova all’interno del loro storico insediamento familiare, in una casa di campagna di fine ‘800, dove la Storia della Famiglia Venica ebbe i suoi inizi, sono state ricavate 6 Camere e 2 Appartamenti per un soggiorno in pieno relax e piacevoli momenti tra convivialità e sapori del territorio.

Villa Russiz

Non è una semplice azienda vinicola ma una Fondazione senza fini di lucro che sostiene una Casa Famiglia per minori in difficoltà, investendo i proventi del patrimonio immobiliare ed agricolo. Les Enfants è una delle etichette di punta di Villa Russiz che racchiude già nel nome la mission aziendale. Certificato IGT, è un uvaggio composto da Pinot Grigio (50%),  Pinot Bianco (25%), Ribolla Gialla (20%)  e Sauvignon (5%). Splendido colore giallo paglierino, con riflessi dorati. Regala sensazioni fruttate dal tono delicato, con sentori erbacei e di fiori. Un vino vellutato e raffinato, con un ottimo equilibrio al momento dell’assaggio. I vini Villa Russiz hanno uno stile che trae la sua forza proprio dall’amore e dal rispetto per il territorio, il Collio. Una curiosità: la storia di Villa Russiz è lunga 150 anni e nasce da un matrimonio d’amore. L’unione tra la contessa goriziana Elvine Ritter de Zahony, di fede protestante, e Theodor de la Tour, esponente di un’antica e nobile famiglia francese di religione cattolica, una storia che sembra impossibile per le convenzioni del tempo. Entrambi si innamorano del Collio Goriziano in cui andarono a vivere e il conte, agronomo preparato e innovativo, trasforma in vigneti. La romantica leggenda narra che il conte si procurasse la barbatelle durante i suoi viaggi in Francia e, non potendole trasportare “legalmente” fuori dai confini francesi, le nascondesse in enormi mazzi di fiori, da portare in dono all’amata moglie. La contessa Elvine decise di fondare a Russiz, un orfanotrofio e una scuola evangelica a favore dei più poveri, accogliendo bambini senza famiglia, altrimenti condannati ad una vita di solitudine e miseria. Dopo la Grande Guerra, conflitto che ha fatto di Villa Russiz prima retrovia del fronte italiano, l’eredità di Elvine viene raccolta dalla contessa Adele Cerruti, donna tenace e risoluta, la quale creo un’opera pia di pronto soccorso per i bambini orfani di guerra. L’attività di aiuto ai bambini prosegue ancora oggi con una Casa Famiglia che ospita 16 minori. Villa Russiz è ora una Fondazione retta da un Consiglio di Amministrazione che gestisce il patrimonio immobiliare e agricolo investendo i proventi della gestione nella Casa Famiglia. L’azienda agricola oggi consta di 45 ettari di vigneti Doc Collio, adagiati tra morbidi colli e aspri gradoni, con vigne che trovano dimora solo dove devono essere, coltivate coniugando esperienza, antichi saperi e scienza. La Cantina unisce l’alta qualità agricola, mantenendo nel processo di vinificazione, un’impeccabile confezione tecnica. Le uve raccolte hanno un forte temperamento e una qualità eccellente. Vengono trasformate in modo onesto e virtuoso per essere il quanto più possibile fedeli al territorio del Collio. Una costante ricerca di equilibrio per ottenere un prodotto con una piacevolezza che affascina l’intenditore ma che anche un consumatore non esperto può comprendere al primo incontro. Per questo i vini Villa Russiz hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti nel mondo.

Castelvecchio

Appena sopra Sagrado, dove il Carso goriziano offre angoli di natura e di quiete impensabili, sorge l’Azienda Agricola Castelvecchio. La vista che si gode da questo altipiano è davvero unica ed abbraccia tutta la Regione, dalle Alpi Giulie al vicino Golfo di Trieste. Le ricche suggestioni paesaggistiche della zona si fondono con le nobili e antiche origini di questi luoghi, testimoniate ancor oggi dalla Villa rinascimentale della Torre Hohenlohe, dal suggestivo parco punteggiato di cipressi e dalle querce secolari della vasta tenuta boschiva. Attraverso gli anni, splendori e rovine hanno segnato queste terre che ancora oggi ripropongono la sfida di un terreno difficile, arido e roccioso, capace di donare, dai vigneti che sorgono nel cuore della Tenuta, vini di grande carattere. La Tenuta è dal 1986 di proprietà della famiglia Terraneo che, con passione e professionalità, ha saputo valorizzare questa proprietà di Villa Veneta, con grande rispetto per la sua storia. Decisamente unico e degno di nota è il Terrano Castelvecchio è un vino rosso autoctono che si distingue per l’esuberanza della sua acidità malica, per le fragranze selvatiche di lampone e mora e per il tipico colore rosso rubino intenso con orli violacei in cui esprime tutta la sua tipicità. Fa parte della famiglia dei Refoschi (Refosco d’Istria) ed è noto fin dai tempi dei Romani con il nome di Pucinum, il Terrano è considerato un vino che fa bene alla salute non solo per il resveratrolo, ma anche per suo contenuto in ferro. Il limitato contenuto tannico e la gradazione moderata ne fanno un vino di struttura media ideale con i salumi e con i piatti tipici del Carso. Se bevuto giovane questo vino non disdegna l’abbinamento con pesci grassi, in special modo con l’anguilla.

Testo di Stefania Bacchini | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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